La verità sulle bufale delle strutture su altri pianeti

 

Ora spiego da dove è nata la leggenda delle costruzioni aliene sui pianeti.
Nel 1965 un giornale pubblicò una notizia sensazionalistica mostrando tra l'altro una foto che non risulta da nessun altra parte:


 

e mostrando rovine che ovviamente non possono esistere per molti motivi, tra cui la loro grandezza ed il fatto che se fossero esistite sarebbero state riprese nelle innumerevoli missioni successive.
Quindi solo un banale falso, ma molti non si lasciarono sfuggire l'occasione e già dal 1965 iniziarono ad uscire libri in cui si parlava del fatto che la NASA aveva fotografato città sulla luna, e si mostravano foto ed ingrandimenti estremi dove bisognava prendere allucinogeni per riuscire a vedere qualcosa. Poi ovviamente nulla conta che nel 1965 la NASA non aveva neanche la tecnologia per fotografare cose del genere, visto che le missioni spaziali lunari di quel tempo erano molto primitive, davano foto a bassa risoluzione e prese da centinaia di km.
Tra tutti questi libri, ed ovviamente molti finti testimoni, si arrivò al culmine con il libro: Somebody Else Is on the Moon di George H Leonard (1976), che incredibilmente vende ancora oggi.

 

  


Questo libro è un classico esempio di inganno per vendere libri. Leonard prese foto NASA per mostrare che "qualcun'altro è sulla Luna". Ma le strutture che lui ha visto nelle foto sono solo artefatti che compaiono ingrandendo eccessivamente le foto, oppure sono semplici ed evidenti formazioni naturali riprese da lontano. Ovviamente, Leonard non menziona mai che la NASA ha immagini (pubblicamente disponibili) delle stesse identiche aree ma prese molto più vicine al suolo, quindi con maggior dettaglio, le quali non mostrano alcun anomalia o stranezza.
Ma anche nelle foto che proponeva tali stranezze non esistevano, si pensi che molte persone si rotolavano a terra dalle risate leggendo descrizioni particolareggiate di strutture lunari di cui nelle foto che proponeva non c'era neanche l'ombra.

Tra l'altro, perfino molti codici delle foto proposte e le missioni spaziali a cui erano attribuite erano false o sbagliati. Ad esempio, la famoso foto dell'Apollo 16 numero 16-19067 ha un attribuzione ed un numero inventato di sana pianta, in quanto in realtà è tratta da una immagine scattata dal Lunar Orbiter V nel 1967 (frame 168-H2).
Il suo libro è un perfetto esempio di come furboni e pseudoscienziati rifiutino di esaminare le prove che mostrano la falsità dello loro pazzesche teorie.
La sua eredità fu raccolta da R. Hoagland, che aggiunse a tutto ciò anche la diffusione di immagini ritoccate al computer per fare uscire anomalie. Infatti famose anomalie come quelle di Cydonia di Marte, oppure The Castle, The Shard e The Tower della Luna sono totalmente assenti sugli originali NASA ad alta risoluzione a cui si riferiscono, ed ovviamente sono assenti anche da altre foto di altre missioni che hanno fotografato la stessa zona.
Hoagland è considerato un bugiardo dagli stessi appassionati di anomalie spaziali (quelli che hanno studiato, non quelli che hanno visto i film di fantascienza).

 

 

Hoagland è stato sbugiardato da gruppi di astronomia e perfino da gruppi di ricerca di anomalie spaziali. Le anomalie rilevate da Hoagland spesso sono assenti sulle foto originali oppure sono dovute agli artefatti dalla forma regolare che fuoriescono quando si fa un ingrandimento eccessivo di una qualsiasi immagine.

Spassosi sono poi i raffronti che fa mettendo a confronto immagini di zone di altri pianeti riprese ad altezza comprese tra i 550 ed o 2489 Km con immagini di città terrestri riprese da altezze fra i 427 ed i 2000 metri: si generano confronti impossibili che scadono nell'assurdo più totale e creano logiche contorte.
La cosa più interessante è che le finte anomalie che trova Hoagland si riferiscono a foto pubbliche, studiate da tantissimi esperti e liberamente disponibili ad alta risoluzione su internet, quindi non si capiscono le sue invettive contro chi nasconderebbe i monumenti alieni in foto note pubblicamente disponibili, ma d'altronde solo se si manipolano queste immagini esce (ovviamente) qualcosa di strano....

ASA. Il massimo di scientifico che ha fatto è stato lavorare come semplice impiegato a termine in un museo di scienze, nonostante gli si attribuisce nientemeno il fatto di essere stato curatore di questo museo.

 

 

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