Guida ai falsi elmetti nazisti che vengono venduti

 

 

L'ambito del collezionismo su materiale nazista è pieno di falsificazioni, con una vera e propria industria del falso sviluppata in nazioni come quelle dell'est Europa (Russia, Polonia, Cecoslovacchia), ma anche in Italia che riesce a produrre falsi difficili da riconoscere. I falsi più comuni sono gli oggetti che riportano i simboli del nazismo, che siano pugnali, baionette, medaglie, portaceneri, soprammobili vari, accendini, spille, uniformi, ecc., ma un posto di rilievo sono gli elmetti nazisti, di cui parleremo.

 

Uno dei problemi legati agli elmetti nazisti è che tanti Paesi del mondo successivamente utilizzarono gli stessi identici modelli, il che vuol dire che è facile trovare un elmetto più moderno usato da Paesi diversi dalla Germania che però viene spacciato per un elmetto nazista, così come è facile che uno di questi elmetti più moderni sia lavorato per creare un falso nazista.

 

C'è anche una larghissima falsificazione degli elmetti originali nazisti che vengono ritrovati decisamente danneggiati, con buchi, ruggine che perfora il metallo e simili, ma di fatto vengono ricostruite le parti mancanti e riverniciati, in modo da sembrare integri e non dei rottami.

Le decalcomanie, quindi gli stemmi posti ai lati degli elmetti, sono estremamente falsificati, vengono di fatto applicate laddove non esistono più (o addirittura dove non sono mai esistite) ed eventualmente anche invecchiate per sembrare più autentiche.

 

 

Ecco consigli utili presi da un sito specializzato (qui)

 

Di seguito un elenco con alcuni suggerimenti per la corretta valutazione di un elmetto. Preciso che non servono comunque a sostituire l'esperienza maturata con anni di osservazione degli elmetti, quindi sono da considerarsi come un vademecum indicativo, tra l'altro suscettibile di alcune eccezioni.


1) Prima di affrontare il primo acquisto, comprate libri specializzati sulla materia e fatevi una cultura al riguardo;


2) Gli elmetti vecchi di 65 anni non hanno alcun odore di vernice, tanto meno i soggoli odorano di pelle trattata;


3) Controllate che i rivetti ed i relativi fermi del liner siano presenti, ben saldi e non abbiano segni di ribattitura;


4) Ottimo indice di originalità è la conformità tra guscio/produttore/decal;


5) Se potete, controllate i timbri del cerchione con la data di produzione;


6) Comprate l'elmetto non la storia che vi racconta il venditore;


7) Prendete in considerazione il numero di lotto per valutare eventuali apparenti incongruenze;


8) La ruggine vecchia di 65 anni ha un colore distinguibile (colore marrone cioccolato) rispetto a quella più recente (rossastra)...è anche vero che non è detto che l'elmetto abbia iniziato ad ossidarsi 65 anni fa...in questo caso ci vuole "il manico";


9) Alcune centinaia di migliaia di M35 furono ricondizionati con il nuovo cerchione in zinco, quindi valutate attentamente l'elmetto nel suo complesso per avere conferme del ricondizionamento;


10) Nei camo controllate lo stato di usura, che deve essere ben avanzata. Camo in condizioni "mint" sono rarissimi;


12) Sempre nei camo controllate le teste dei rivetti, che devono avere il giusto grado di usura, in special modo nella parte in cui sono a contatto con il guscio e lasciano un alone di ruggine o consunzione della vernice;


11) Non prendete un elmetto se non vi convince, non lo fa ora e non lo farà mai;
 

12) Studiatevi le date relative alla verniciatura e apposizione delle decal degli elmetti e consideratele (es. M42 con doppia decal = falso);
 

13) Non sempre i rivetti hanno lo stesso tono di colore del guscio. Sembra strano ma non sono necessariamente dei rimontaggi. Hanno un diverso grado di ossidazione e molte volte venivano utilizzati rivetti pre-verniciati (si utilizzava tutto). Le stesse direttive raccomandavano di montare dei rivetti dal colore il più possibile simile a quello dei gusci...
 

14) Non ripulite mai i Vs elmetti, al massimo passate sopra un panno morbido. Per i collezionisti più ferrei, la ripulitura radicale di un elmetto ne svaluta il valore del 20%-25%;
 

15) Secondo le direttive tedesche il soggolo se non indossato sotto il mento, doveva essere posto sulla visiera. Niente in contrario nel farlo anche Voi, però cercate di non stringerlo troppo e di lasciare un buon gioco tra la pelle e la visiera, diversamente il soggolo potrebbe sformarsi irrimediabilmente;
 

16) Non trattate mai la pelle dei liner e dei soggoli. Qualcuno ha detto che la pelle è stata fatta per durare la vita dell'animale che la indossava (purtroppo), quindi nessun intervento sarà risolutivo, ma anzi non farà altro che danni. E' meglio un soggolo secco e fragile che uno ingrassato e senza patina.
 

17) Il montaggio di soggoli originali, ma non del pezzo, è consentita, quella dei liner è considerata una alterazione dell'originalità dell'elmetto con grave svalutazione del suo valore (purtroppo era una pratica molto diffusa e considerata lecita negli States negli anni 60-70 e 80, quindi occhio);
 

18) Se volete montare un soggolo troppo secco, invece che forzare le asule troppo rigide, provate ad inumidirle un poco per fare riacquistare loro elasticità. Un volta asciugata la pelle tornerà dura come prima (non bagnatele troppo però altrimenti dopo saranno più secche di prima).

 

 

Riteniamo anche utile riportare questi consigli da parte di un appassionato in materia:

 

Le falsificazioni sono sempre più numerose, infatti si può tranquillamente dire che col passare degli anni questi veri e propri “artisti falsificatori" si stanno inventando di tutto, anche le tecniche più complesse e costose pur di continuare a produrre ed immettere sul mercato elmetti ed uniformi completamente falsi ma purtroppo sempre più verosimilmente uguali agli originali.

Per il collezionista è sicuramente arrivato il momento di incominciare ad osservare intimamente nei dettagli i numerosi elmetti ed uniformi di cui le bancarelle di militaria sono sempre piene: ma possibile che questi mercanti riescono sempre a trovare tutti questi bei pezzi da museo a prezzi da capogiro, e praticamente sempre elmetti con decal quando tra l’altro dal 1940 ( quindi ben 5 anni prima che si concludesse la 2a Guerra Mondiale ) in poi ben pochi elmetti erano dotati di tali decalcomanie?
 

Oggi è indispensabile che il collezionista inizi a porsi delle domande o si rischia dopo aver comprato elmetti per 2/3.000,00 € di trovarsi solo dei pezzi belli ma che vanno bene solo per le riprese cinematografiche di un film di guerra e non in una collezione seria.

Le principali falsificazioni riguardano:
 

A) Decalcomanie applicate agli elmetti,ormai contraffate al 70% , soprattutto per quanto riguarda quelli Tedeschi della 2a Guerra Mondiale. È comunque necessario aver visto e studiato quelle autentiche per poter riconoscere quelle false ben applicate.

Come primo passo è sicuramente consigliabile vistare collezioni dove visionare oggetti originali, bisogna guardarne a centinaia e farsi un senso critico, comprare libri (ahimè sempre più costosi) per conoscere i tipi e le varianti, frequentare fiere e dare un' occhiata agli oggetti esposti e farsi e osservare con attenzione le cose (non solo guardarle) che ci sono sui banchi senza farsi prendere dalla smania dell' acquisto.
Poi seguire un pò l'istinto, avere delle buone basi tecniche e una buona conoscenza dei materiali, per non incappare in riproduzioni verosimili.
La militaria tedesca è la più contraffatta perché ovviamente è anche la più ricercata. Bisognerebbe poi frequentare e far vedere i pezzi a più collezionisti in quanto è interessante sapere le opinioni di più persone relativamente all' oggetto in questione.

B) Vernice interna ed esterna, che può essere falsificata in modo standard e ricoperta in parte o integralmente dai molteplici tipi di vernici, vernici impastate con sabbia fine (per realizzare mimetismi antiriflesso tipo Zimmerit Tedesco), vernici impastate con calce, ecc. Degli elmetti, ormai si trova ritoccata e/o moderna/contraffatta sempre in una abbondante percentuale del 70% , soprattutto per quanto riguarda quelli tedeschi della 2a Guerra Mondiale.
È necessario controllare la vernice esterna ed interna dell'elmetto, nonché l'inchiostro con cui è stato realizzato nella parte interna della calotta dell'elmetto il timbro di controllo/produzione, impresso da parte dalla Fabbrica di Produzione.
È necessario controllare l'inchiostro o la vernice (solitamente di colore bianco) data con un pennellino o un piccolo rametto di albero con cui a volte è stato realizzato nella parte interna della calotta dell'elmetto vicino al bordo posteriore in basso la dicitura di nome e cognome del soldato (che era il proprietario dell'elmetto stesso).

C) liner interno, in pelle degli elmetti (ormai contraffatto al 70% , soprattutto per quanto riguarda gli ELMETTI Tedeschi della 2a Guerra Mondiale...anche perché oggi produrre liner moderni/contraffatto non richiede tecniche sofisticate e costose).
È necessario osservare che tipo di tessuto è stato utilizzate per le cuciture. Si osserva in che tipo di tessuto è stato realizzato il cordoncino di regolazione del liner in pelle, e si osserva l’inchiostro con cui è stato realizzato il numero di taglia del liner in pelle.
Così come è necessario osservare l'inchiostro con cui a volte è stata realizzata la dicitura di nome e cognome del soldato (che era il proprietario dell'elmetto stesso) sul liner in pelle.

D) soggolo cioè il conturino degli elmetti. Qui si osserva la vernice applicata alla fibbia di chiusura del soggolo (era presente solo in alcuni modelli di elmetto Tedesco).

 

In ultimo, è importante essere coscienti che non pochi elmetti in circolazione sono provenienti da un riutilizzo avvenuto successivamente alla guerra, solitamente in ambito agricolo, e questo significa che riportano segni di quel riutilizzo nonostante si siano staccati i pezzi aggiunti successivamente.

Questi segni da riutilizzo possono essere fori aggiuntivi (tappati o meno) fatti per aggiungere manici o protuberanze varie, il che significa che bisogna verificare che i buchi presenti siano proprio quelli previsti dal modello di base e che non ve ne siano altri aggiuntivi o altri tappati.

L'altro segno più frequente sono segni di saldatura posti in qualche punto dell'elmetto che indicano il punto dove era stato collegato qualcosa che era stato aggiunto (solitamente un manico).

Infine, l'interno dell'elmetto può presentare i segni di corrosione dovuto al riutilizzo e quindi per aver ospitato liquidi (ad esempio come strumento per svuotare i pozzi neri) o addirittura per essere stato usato come pentola per la cottura.

 

Ciò significa anche che quando si trova un elmetto con usure che possono far pensare al fatto che sia stato ritrovato scavando in un campo di battaglia, in realtà potrebbe anche trattarsi di un elmetto che ha avuto un destino diverso, ossia ha avuto un riutilizzo agricolo, magari per svuotare pozzi neri o come puntola.

 

Come detto anche qui, certamente è stato comune trasformare un elmetto in un imbuto per rifornire il trattore di benzina, oppure realizzare una pentola da un elmo delle tristemente note SS. Oppure un mestolo per svuotare i pozzi neri. Lo è realizzare dall’ottone di un bossolo, una borsa dell’acqua calda, o una lampada a petrolio, una pompa, un fornello,un’anfora, un vaso per i fiori. Come pure se da una bomba a mano inertizzata realizzare un fermacarte, un accendino, un lume ad olio, o trasformar un porta maschera antigas tedesca in un fornellino per scaldare il catrame per gli innesti arborei in agricoltura, oppure una paletta per le granaglie. Ma questa è un'altra storia.

 

 

 

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