Manipolazioni di una memoria sana ad opera di persone esterne

 


Quando non si tratta di disturbi della memoria o di autosuggestione, spesso i falsi ricordi possono essere dovuti a manipolazioni di una memoria sana ad opera di persone esterne, anche avvenute in casi di terapie.

Ad esempio, nel 1986 Nadean Cool, l’aiutante di un’infermiera in Wisconsin, chiese il consulto di uno psichiatra per superare la reazione avuta in seguito a un evento traumatico riguardante la figlia. Lo psichiatra sperimentò sulla donna ipnosi, esorcismi ed altre tecniche per riesumare le memorie di abuso che la stessa Cool dichiarava di aver subito.
Durante questa terapia, la Cool si convinse di aver rimosso i ricordi di vari eventi traumatici, tra cui: la partecipazione ad una cerimonia in onore di Satana, episodi di cannibalismo su bambini, lo stupro subito, il sesso con animali e l’essere stata costretta ad assistere all’omicidio di un amico di 8 anni.

La donna arrivò a credere di avere in sé oltre 120 personalità; tra le altre, credeva di essere stata un angelo e perfino un’anatra. Nadean era stata convinta di aver subito numerosi abusi sessuali e psicologici nell’infanzia. Nel momento in cui Nadean comprese di essere stata ingannata, e che le erano stati impiantati falsi ricordi, citò in giudizio lo psichiatra per atto illecito.

 

Con l'ipnotismo è possibile impiantare falsi ricordi di ogni tipo con estrema facilità,  ad esempio è stato possibile tramite ipnosi riportare dei soggetti indietro nel tempo fino al giorno successivo alla loro nascita, impiantando facilmente in loro una memoria impossibile, e tra l'altro è altamente improbabile che un adulto possa ricordare veri episodi a partire dal primo anno di vita, in parte perché l'ippocampo, che svolge un ruolo chiave nella creazione delle memorie, non è maturato abbastanza per formare ed immagazzinare le memorie durature che possono essere richiamate nell'età adulta.
Come è stato dimostrato, con la tecnica della manipolazione della memoria è possibile immettere falsi ricordi anche di contenuto estremo o molto improbabile, fino ad arrivare addirittura a esperienze di vite passate, di contatti con esseri non di questo mondo, e altro ancora. È importante sottolineare che spesso l’ipnosi non è necessaria, e che anche in modo molto semplice si può indurre una persona a formulare un falso ricordo complesso.


Importante anche l'effetto della "informazione sbagliata": studi dimostrarono che i soggetti che hanno assistito ad un evento e poi hanno ricevuto dettagli falsi, sviluppano ricordi distorti.
Un fattore decisivo è il passare del tempo: è più facile "sovrascrivere" un falso ricordo su una memoria ormai confusa.

È persino possibile fare in modo che una falsa incriminazione – specialmente se proviene da una persona considerata un’autorità – può indurre un individuo a credersi colpevole, e se si afferma di aver visto una persona compiere un reato, questa può suggestionarsi a tal punto da confessare il misfatto mai commesso.

Una conferma scientifica proviene dagli studi di Saul M. Kassin del Williams College; egli fece un esperimento, accusando alcune persone di aver causato un danno ad un computer dopo aver premuto il tasto sbagliato. I non colpevoli inizialmente respinsero l’accusa, ma quando un confederato testimoniò di averli visti, molti di loro firmarono una dichiarazione di colpevolezza.

 

Ci sono dei fattori che facilitano la creazione di false memorie; ad esempio, esercitare pressione sul paziente o suggerirgli puntualmente dei particolari nel momento in cui tarda a rispondere, può essere cruciale nella costruzione della falsa memoria, poiché l’individuo si sente tenuto a completare il ricordo, arricchendolo del maggior numero possibile di particolari.

Le memorie false sono costruite anche unendo le memorie reali con suggerimenti ricevuti da altri; durante questo processo, è possibile che il paziente dimentichi la fonte delle informazioni. Ciò naturalmente non significa che i dettagli ricostruiti dopo un suggerimento siano necessariamente falsi; ovvero, in nessun modo si può confutare con certezza una memoria a lungo rimasta sepolta, se tornata alla luce grazie ad un interrogatorio.

Secondo la studiosa esperta di falsi ricordi Loftus, spesso non c’è modo di distinguere senza ombra di dubbio ricordi veri da ricordi falsi, neppure per il più esperto psicologo.


 

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